Anteprima del report “Il futuro del consumo in Cina”

In questi tempi cupi, dove ogni nostra certezza viene messa a dura prova da eventi su cui noi abbiamo nessun controllo (corona virus, trade war, locuste e chi più ne ha più ne metta), è sempre più importante tenere la mente aperta e guardare al di là del proprio giardino.

Per questo motivo ho iniziato a pubblicare una serie di report sulla Cina (questo è il secondo): proprio per illuminare, nel mio piccolo, la strada di tutti coloro che intendono approcciarsi alla Cina per la prima volta.

I lettori con un po’ più di esperienza in “cose cinesi”, mi perdoneranno l’eccessiva semplificazione di alcuni argomenti, ma dato che di “professoroni” ed “esperti” ce ne sono già fin troppi, ritengo che utilizzare una narrazione semplice ma dritta al sodo sia il modo migliore per dissipare i dubbi e gli stereotipi che la maggior parte di noi ha su questo grande Paese che è la Cina.

Fatta questa breve ma dovuta premessa, che cosa potete aspettarvi dalla lettura di questo report?

  • La Quarta Rivoluzione Industriale e i suoi effetti
  • Opportunità in tempi di crisi: SARS Vs. Coronavirus
  • Tre fattori, quattro drivers
  • Previsioni per il futuro: 10 tendenze

 

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ED I SUOI EFFETTI

Come la Cina si prepara alla conquista del mondo e come noi possiamo trarne vantaggio

Anno 1978, il “piccolo timoniere” Deng Xiaoping durante il 3° Plenum dell’11° Comitato Centrale del Partito Comunista si prepara a traghettare la Cina in una nuova era, invitando tutti a liberarsi dalle idee del “grande timoniere” Mao Zedong e superare quindi i traumi causati dalla Rivoluzione Culturale.

Celebri furono il suo slogan “arricchirsi è glorioso”, nonché altrettanto celebre fu il suo giudizio sull’operato di Mao “70% giusto e 30% sbagliato”!

Gli effetti di quel discorso sono stati sotto gli occhi di tutti per i decenni successivi: la Cina subì una profonda trasformazione. Passò dall’essere un Paese “arretrato” a industrializzato. Entrò a pieno titolo nel gioco di chi riesce a produrre di più al minor costo: divenne la “fabbrica del mondo”!

Ma veniamo ad oggi.

Molta acqua è passata sotto ai ponti da quando Deng ha aperto le porte della Cina al mondo.

Un effetto sotto gli occhi di tutti è sicuramente l’incremento dell’attenzione mediatica. Si continua, insomma, a parlare di Cina, sia nel bene che nel male.

Ottobre 2017, 19th Congresso Nazionale del Partito Comunista: il gotha del PCC, presieduto da Xi Jinping, attuale Presidente, dichiara al mondo che la Cina è entrata in una nuova fase di sviluppo, sia dal punto di vista globale che domestico, e che il Governo continuerà ad esserne parte integrante tramite misure di supporto.

L’obiettivo delineato è quello di far partecipare la Cina al “game of thrones” sullo scacchiere globale da leader, abbandonando per sempre la posizione di follower che ha avuto finora.

Perché quindi l’ingresso della Cina nella modalità Quarta Rivoluzione Industriale dovrebbe interessarci? Non basta avere un buon prodotto al miglior prezzo ed il gioco è fatto?

Allora, cominciamo con il dire che la Cina ha l’obiettivo, assolutamente raggiungibile, di diventare la prima potenza mondiale dal punto di vista economico entro il 2025.

Infatti, già nel 2015 (dato che loro ragionano a piani quinquennali se non decennali come in questo caso), il Partito ha elaborato un piano molto ambizioso, che va sotto il nome di

“Made in China 2025”

 Questo piano ha come obiettivo il raggiungimento dell’autosufficienza industriale.

Cosa vuol dire?

Significa, in parole povere, che il governo intende favorire il flusso di investimenti esteri in alcuni settori high tech per rendere ulteriormente più competitive dal punto di vista tecnologico le imprese nazionali. E dopo il 2025? Non essendo un mago non ho la risposta, ma mi spingo a dire che a quel punto solo le imprese straniere con un altissimo valore aggiunto avranno spazio nel mercato cinese.

E qui torniamo all’argomento principale: quali sono e come cambieranno i trend del consumo in Cina.

Ci sarà ancora spazio per le nostre imprese e i nostri professionisti?