La sharing economy ai tempi del coronavirus

Ebbene si, cari amici, anche io mi sono deciso a pubblicare un articolo in cui menziono il famigerato corona virus.

Ma state tranquilli, non vi tedierò con raccomandazioni igienico sanitarie e non predirrò la fine del mondo.

Il tema di questo articolo verte invece su un trend, già presente da anni in Cina, che “grazie” al Covid-19 sta prendendo un’altra piega: la sharing economy.

Come tutti sappiamo, purtroppo, la Cina è stata duramente colpita da questo virus che adesso, altrettanto infelicemente, sta facendo il giro del mondo. La provincia più colpita è lo Hubei, di cui Wuhan è il capoluogo.

Ma andiamo dritti al punto!

Dato che molti business o sono completamente falliti o sono ancora soggetti a necessarie pesanti restrizioni, da inizio Febbraio è partita una interessante iniziativa: il cosiddetto “worker-sharing” o, in cinese, “gongxiang yuangong”.

In pratica l’iniziativa, lanciata da Hema Xiansheng, una catena di supermercati di proprietà del gigante Alibaba, prevede una sorta di travaso di lavoratori da business fermi (es. ristoranti) verso aziende che invece ne hanno maggiormente bisogno (supermercati, piattaforme online…).

Il progetto, a cui molti gruppi famosi tipo Suning, Carrefour, Walmart e altri hanno aderito a stretto giro di posta, ha creato molti nuovi posti di lavoro ad esempio nella consegna a domicilio (fattorini, corrieri).

Un player nel settore della bike sharing, Hellobike, ha creato 8000 posti di lavoro come manutentore di biciclette.

Ovviamente, seppure lo spirito dell’iniziativa sia degno di lode perché in questo modo si crea lavoro, c’è anche l’aspetto di guadagno da parte delle aziende, ovvero una sensibile riduzione dei costi del personale e operativi.

Fonte: https://www.sixthtone.com/news/1005235/employee-sharing-an-emerging-trend-amid-covid-19-epidemic