Sulla solidarietà: ovvero come Stati e cittadini reagiscono in tempi di crisi e come cambia la narrativa!

Cari amici,

Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus, su qualsiasi giornale, TG e social media non si fa altro che parlare, oltre ai numeri di morti e contagiati, anche di chi ci sta aiutando e chi no!

Incominciamo dalla Cina:

Dopo che con enormi sacrifici sono riusciti a sconfiggere il virus, Pechino ha deciso di attivare la cosiddetta “mask diplomacy”: ovvero ha inviato materiale sanitario e personale specializzato iniziando dall’Italia per poi estendere gli aiuti a tutti i paesi gravemente colpiti dal virus.

Questi aiuti sono stati inviati da una parte sotto forma di donazione, dall’altra permettendo al nostro governo di acquistare prioritariamente dispositivi medici essenziali come i ventilatori polmonari!

Qual è stata la reazione mediatica e, di conseguenza, quella sociale?

Imbarazzante direi!

Diciamo che molti post sui social media e su giornali con una loro personale agenda anti Cina hanno spinto sul fatto che la Cina o stava “ripagando un danno”, o voleva “conquistare il mondo sotto forma di aiuti”!

Quindi, in questo caso la narrativa è che: “non importa quello che fa la Cina, o come lo fa, in ogni caso lo fa male”!

Continuiamo con la Russia:

Putin ci invia materiali sanitari e personale ospedaliero militare specializzato in guerra batteriologica.

Reazione mediatica e sociale?

Oltre a qualche post e articoli di ringraziamenti, ecco che si scatenano i nostri “giornalisti” o “leoni da tastiera” con commenti che puntano a infiltrare il tarlo del dubbio nell’opinione pubblica dell’uomo della strada italico: “e però sono militari, che ci sarà dietro”?

Passiamo invece agli USA:

Non solo ci mettono in lista nera e bloccano gli aerei (cosa più che ragionevole), ma ci mandano pure 20000 soldati per un’operazione NATO, ovviamente in funzione anti russa (e lontanamente anti cinese).

Solo in un lontano secondo momento Trump decide di inviare 100 milioni di dollari in aiuti all’Italia!

Reazione mediatica e sociale?

“Grazie Trump”, “Gli USA sempre nostri amici”…

Nessuna reazione particolarmente negativa per gli aiuti inviati da Cuba e Albania (forse anche perché nello scacchiere geopolitico mondiale non contano nulla e non rappresentano una minaccia).

Terminiamo con l’Europa:

La vera assente in questa situazione. In questo caso devo ammettere che le reazioni mediatico-sociali al non intervento delle Istituzioni Europee sono state tutte all’insegna dello sconcerto e di grande disapprovazione!

Concludo l’articolo con un aneddoto:

Io e mia moglie abbiamo un canale su Douyin, come si chiama Tik Tok in Cina, in cui pubblichiamo video della nostra quotidianità.

Abbiamo ricevuto una quantità incredibile di messaggi di solidarietà da gente che non abbiamo mai incontrato di persona.

In particolare ci ha colpiti un messaggio di un contadino della zona montuosa dello Shangrila (Yunnan del nord), zona povera, che ci ha detto che se mai avessimo avuto bisogno di aiuto nell’approvvigionamento di beni di prima necessità, di avvisarlo, che avrebbe fatto il possibile per mandarci cereali e roba simile!

Non diamo mai per scontato che il progresso sia sempre positivo. Potrebbe capitare di stupirti da dove vengono offerte di aiuto in tempi di crisi!